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Ungheria: Intrum completa co-investimento in un portafoglio di NPL da 115 milioni di euro

Nei giorni scorsi il gruppo svedese ha avviato un aumento di capitale da 700 milioni, di cui 150 già sottoscritti

Intrum ha completato la sua prima operazione di co-investimento in Ungheria insieme a un nuovo co-investitore, uno dei principali investitori europei nel settore dei crediti deteriorati (NPL), rafforzando ulteriormente la strategia a basso impiego di capitale e il modello di co-investimento dell’azienda.

La transazione riguarda un portafoglio sul mercato secondario ungherese, composto da circa 41 miliardi di HUF (circa 115 milioni di euro) relativi a 25.000 conti, acquisito da un gruppo diversificato di istituti finanziari. In base all’accordo, Intrum detiene una quota di minoranza nell’investimento, in linea con la sua strategia di basso impiego di capitale. Questa struttura consente all’azienda di ampliare il portafoglio di investimenti mantenendo, al contempo, un approccio disciplinato alla leva finanziaria e all’impiego del capitale.

Intrum gestirà il portafoglio in base a un accordo a lungo termine della durata minima di cinque anni, generando ulteriori ricavi da servizi.

«La nostra prima operazione di co-investimento in Ungheria con un investitore leader in Europa — ha commentato Johan Åkerblom, Presidente e CEO di Intrum — dimostra come la combinazione di partnership di co-investimento con accordi di gestione a lungo termine possa generare flussi di reddito ricorrenti, supportando al contempo un mercato secondario più efficiente per i crediti deteriorati».

Nei giorni scorsi il gruppo svedese specializzato nella gestione del credito aveva lanciato un aumento di capitale da circa 700 milioni di euro, di cui una tranche da 150 milioni è già stata integralmente sottoscritta attraverso un collocamento riservato a investitori selezionati, mentre i restanti 550 milioni saranno raccolti tramite un’offerta in opzione interamente garantita dalle banche collocatrici.

Per Intrum si è trattato di un altro passo nel percorso di rafforzamento patrimoniale avviato negli ultimi mesi e destinato ad accelerare il deleveraging del gruppo. L’obiettivo è anticipare di circa due anni la riduzione della leva finanziaria prevista dal piano al 2030, liberando risorse per sostenere investimenti, crescita e generazione di cassa.

Il collocamento riservato ha già raccolto l’adesione di investitori come Kistefos, fondi gestiti da Carnegie Fonder, fondi gestiti da DNB Asset Management e Toluma.

Anche il management parteciperà all’operazione, contribuendo pro quota all’aumento in opzione. A sostenere il progetto c’è inoltre Nordic Capital, azionista con il 7,8% del capitale, che si è impegnata a sua volta a votare a favore sia del collocamento riservato sia dell’aumento in opzione.

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