A febbraio i crediti deteriorati netti in carico alle banche italiane ammontavano a 27,6 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 27,1 miliardi di gennaio ma in significativa diminuzione rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025 e, soprattutto, rispetto al loro livello massimo, i 196,3 miliardi raggiunti nel 2015.
Lo indica l’Abi nel consueto rapporto mensile, dove sottolinea che, a febbraio, i crediti deteriorati netti («cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti, calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche») rappresentavano l’1,32% dei crediti totali, in diminuzione rispetto a settembre 2025 (1,43%) e al top del dicembre 2015 (9,8%).
Confortanti sono anche gli altri dati della congiuntura creditizia. A dispetto dell’aggravarsi del panorama economico in conseguenza della guerra in Iran, l’ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto a marzo del 2,4% su base annua, accelerando dal +2,2% di febbraio. L’ammontare sfiora i 1.300 miliardi di euro (1.299 miliardi). Si tratta del dodicesimo mese consecutivo con segno positivo dopo il dato stabile di marzo 2025. Per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di aumento, mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti.
Quanto, infine, alle condizioni dei prestiti, il tasso medio praticato dalle banche sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% a marzo dal 3,33% nel mese precedente, mentre quello medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è sceso al 3,36% dal 3,44% di febbraio. Per i tassi praticati alle imprese si tratta del terzo calo mensile consecutivo, per i mutui del secondo.
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