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Banca Ifis, terremoto al vertice: si dimette Geertman in seguito agli esiti dell’ispezione di Bankitalia

Annunciato un profondo cambio nella gestione dell’istituto di credito per rispondere alle critiche della vigilanza. Raffaele Zingone nominato nuovo ceo

Frederik Geertman si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Banca Ifis e il suo posto è stato occupato da Raffaele Zingone (già Condirettore Generale e Chief Commercial Officer del Gruppo), mentre l’istituto di credito ha fatto conoscere l’esito dell’ispezione della Banca d’Italia, chiusa con un giudizio «parzialmente sfavorevole». Venerdì, le tante novità annunciate dall’istituto della famiglia Fürstenberg sono costate care in borsa, con una caduta del titolo dell’11,20 per cento. Dai massimi dell’anno la capitalizzazione si è dimezzata. L’unica notizia positiva è stata l’autorizzazione «piena e incondizionata» di via Nazionale alla fusione con Illimity, che porterà con sé 70 milioni di euro di attività fiscali differite (DTA) e sinergie annue per 75 milioni di euro dal 2027 (confermate dagli amministratori).

Il cahier de doléances della Banca d’Italia presentato al termine dell’ispezione, e reso noto in un comunicato di Banca Ifis, è lungo. Gli ispettori di via Nazionale hanno espresso rilievi riferibili a profili antiriciclaggio (AML – Anti-Money Laundering), al rischio di falle nei sistemi tecnologici e informatici (ICT) e alla sicurezza operativa. Non solo. Bankitalia non ha trovato conformi alle migliori pratiche le modalità con cui l’istituto ha gestito le cartolarizzazioni, il processo del credito e gli NPL acquistati da terzi. Rilievi sono stati espressi anche sul sistema dei controlli interni, il governo societario e la sostenibilità del modello di business.

L’Autorità – precisa il comunicato – «ha richiesto l’adozione di un piano di intervento AML e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale» che include «la riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di Gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, NPL e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio ICT, e di sicurezza operativa». Sullo sfondo c’è in arrivo un declassamento della qualità del credito, la cui quantificazione sarà resa nota al termine delle verifiche già avviate dal cda.

Ulteriore benzina sul fuoco dei timori degli investitori è rappresentata anche dall’avvio di due azioni sanzionatorie e dal procedimento relativo alla «determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi», che si concluderà nei prossimi tre mesi. Entro fine anno agli azionisti potrebbe dunque essere richiesto di mettere mano al portafoglio per ricapitalizzare Banca Ifis. Nel frattempo è stata confermata l’intenzione di dismettere interamente il business dei crediti deteriorati, con un portafoglio di 1,5 miliardi in vendita per fine anno.

Un simile scenario, che contrasta con la storia tutta di successo coronata appena un anno fa con l’acquisizione vittoriosa di Banca Illimity, non poteva non richiedere un profondo cambio gestionale. Oltre alla nomina di Zingone come nuovo ceo, il consiglio di amministrazione di Banca Ifis ha deciso di chiamare Fabio Lanza, già condirettore generale e chief operating officer, a ricoprire l’incarico di Direttore Generale.

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