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Banco BPM, utili in crescita nel primo trimestre 2026 e NPL ai minimi

Banco BPM chiude il primo trimestre 2026 con numeri in crescita e un’impostazione che il mercato guarda con attenzione più alla qualità che alla quantità. I proventi operativi si attestano a 1,53 miliardi, sostenuti soprattutto dalle commissioni nette, che raggiungono 708 milioni e segnano un livello record grazie al contributo del risparmio gestito e dei prodotti di investimento. Il risultato lordo dell’operatività corrente sale a 777,1 milioni, mentre il cost/income ratio scende al 44,1%, segnale di una struttura più efficiente e, in sostanza, meglio messa a terra.

Sul fronte patrimoniale il gruppo si muove con margini ancora ampi. L’MD (Maximum Distributable Amount) buffer si attesta a 404 punti base e gli indicatori di liquidità restano ben al di sopra dei requisiti regolamentari. In parallelo, la banca continua a spingere sulla diversificazione dei ricavi: i proventi non da interessi arrivano al 53% del totale, già oltre il target fissato dal piano al 2027. Un dato che, tradotto, riduce la dipendenza dal margine di interesse puro e rende il modello più bilanciato.

Le esposizioni deteriorate lorde scendono a 2,18 miliardi, con un calo del 21% su base annua. Lo stock netto si ferma intorno a 1,1 miliardi, mentre il default rate si attesta allo 0,68% e il costo del rischio annualizzato scende a 32 punti base. Le sofferenze nette sono pari a 0,3 miliardi e le inadempienze probabili a 0,8 miliardi, con coperture al 59,6% sulle sofferenze e al 47,6% sul totale NPE. In altre parole, il portafoglio deteriorato continua a ridursi e resta presidiato con livelli di copertura solidi.

Nel perimetro commerciale, la raccolta diretta bancaria raggiunge 133,7 miliardi, in crescita dell’1,5% anno su anno, mentre la componente «core» sale a 104,7 miliardi. Anche gli impieghi danno un segnale positivo: i crediti performing core aumentano di circa un miliardo nel trimestre e arrivano a 95,7 miliardi lordi. È un movimento graduale, ma coerente con una fase di consolidamento del business.

Il consiglio di amministrazione, presieduto da Massimo Tononi, ha approvato i conti in un contesto che la banca continua a definire segnato da incertezza macroeconomica e geopolitica. Nel comunicato si legge che «si conferma la fiducia nel distribuire un dividendo per azione di € 1,00 nel 2026», con una traiettoria che resta allineata all’obiettivo di utile netto di 2,15 miliardi nel 2027. Il punto, per il management, non è tanto il singolo trimestre quanto la continuità del percorso.

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