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BFF Bank è alla ricerca di partner

Secondo Il Messaggero gli advisor della banca in difficoltà hanno inviato lettere d’invito a una rosa selezionata di possibili candidati tra cui Cherry Bank, Banca CF+, Amco e i fondi internazionali J.C. Flowers e Cerberus. In discussione c’è la vendita di un ingente portafoglio di crediti deteriorati (fino a 1,2 miliardi), la cessione di interi rami d’azienda e anche il passaggio del controllo a un nuovo azionista disposto a lanciare un’Opa

BFF Bank è alla ricerca di partner. L’indiscrezione arriva da Il Messaggero, secondo cui gli advisor della banca, attiva nella gestione dei crediti della pubblica amministrazione e parzialmente commissariata dalla Banca d’Italia per irregolarità contabili, hanno inviato lettere di invito a una rosa selezionata di potenziali controparti considerate compatibili per profilo industriale o finanziario. Tra i soggetti contattati – scrive il giornale – figurano Cherry Bank, Banca CF+, impegnata nell’Opa su Banca Sistema, Amco e i fondi internazionali J.C. Flowers e Cerberus.

All’indomani delle rettifiche operate dalla banca per correggere scorrette imputazioni in bilancio, circostanza che ha comportato un’ingente emersione di crediti deteriorati per 1,36 miliardi, è iniziata una lotta contro il tempo. Nel 2028 inizieranno infatti a incidere, per le piccole banche europee, quelle cosiddette “meno significative”, le regole del calendar provisioning che impongono la progressiva svalutazione dei crediti deteriorati entro un calendario rigidamente predeterminato.

A quel punto – hanno avvertito gli amministratori – la banca potrebbe rimanere a corto di capitale. Già attualmente il Total Capital Ratio si attesta al 12,31%, sotto il requisito minimo Srep fissato dalla vigilanza al 13,30%, evidenziando quindi un deficit di capitale complessivo rispetto ai parametri richiesti. Resta invece sopra soglia il Cet1 ratio, pari al 9,94% contro un requisito del 9,80%, una risicata sufficienza che consente alla banca di mantenere margini di sicurezza sul capitale primario ma – sottolinea ancora il giornale romano – che «non basta a neutralizzare le richieste delle autorità di controllo».

Da queste considerazioni nasce l’esigenza di trovare partner che possano rilevare asset della società e prendere in carico un portafoglio di crediti deteriorati che potrebbe raggiungere gli 1,2 miliardi. In questa ricerca affiancano BFF, in qualità di advisor, Mediobanca e Morgan Stanley.

Nella missiva per il partner, BFF chiede ai candidati di presentare entro la fine del mese le possibili modalità di execution di una partnership. «Il ventaglio delle ipotesi – si legge ancora nell’articolo del giornale romano – resta ampio: dall’acquisto di una quota da soci esistenti a un aumento di capitale riservato, fino alla valutazione di offerte focalizzate su specifici rami d’azienda».

Sul tavolo potrebbero finire attività considerate di maggiore interesse industriale, come la banca depositaria, il factoring o i sistemi di pagamento, asset che nel tempo hanno rappresentato uno dei punti di forza del gruppo. Nel caso in cui emergesse un’offerta per una partecipazione di controllo, viene inoltre richiesta la disponibilità a promuovere un’Opa obbligatoria sul mercato.

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