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I crediti deteriorati scendono ancora: 25,9 mld ad aprile (26,9 mld a marzo)

Il rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana registra anche un’accelerazione dei prestiti a famiglie e imprese (+3%) con tassi sostanzialmente invariati

Accelerano i prestiti all’economia e i crediti deteriorati delle banche registrano un’ulteriore, decisa frenata. È il quadro di un’industria bancaria in salute quello che emerge dal rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana diffuso sabato scorso.

Ad aprile 2026 i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute, calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) sono ammontati a 25,9 miliardi di euro, rispetto ai 26,9 miliardi di marzo e ai 27,7 miliardi di dicembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024). Rispetto al livello massimo del 2015, pari a 196,3 miliardi, risultano in calo di oltre 170 miliardi. Ad aprile 2026 i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,24% dei crediti totali (9,8% a dicembre 2015).

L’andamento dei prestiti problematici si associa a riscontri positivi sulle principali variabili creditizie. A maggio 2026 l’ammontare dei finanziamenti a famiglie e imprese è cresciuto del 3% su base annua, in accelerazione rispetto al mese precedente (+2,9%), proseguendo il percorso di crescita iniziato oltre un anno fa.

Per le famiglie si tratta del diciassettesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese dell’undicesimo mese consecutivo di crescita dei prestiti. Ad aprile 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese del 3,1%.

Nel mese di maggio il tasso medio sul totale dei prestiti è stato del 4,04% (invariato rispetto al mese precedente), mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,51% (3,56% nel mese precedente). Per i prestiti destinati all’acquisto di abitazioni il tasso è rimasto sostanzialmente stabile al 3,49% (+0,02 punti percentuali).

Un’ulteriore indicazione positiva arriva dalla raccolta bancaria, in aumento del 2,6% su base annua, con depositi complessivi che hanno raggiunto la soglia record di 1.890 miliardi di euro.

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