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Private banking, masse stabili a 1.412 miliardi nel primo trimestre 2026: cresce la raccolta nonostante la volatilità dei mercati

Per il Centro Studi Associazione Italiana Private Banking il settore tiene grazie a 17 miliardi di raccolta netta, ma l’incertezza diventa strutturale e incide sulle scelte di portafoglio tra obbligazioni, azioni e gestito

Il mercato del private banking ha chiuso il primo trimestre del 2026 con masse complessive pari a 1.412 miliardi di euro, in lieve flessione dello 0,2% rispetto a fine 2025. Il dato, elaborato dal Centro Studi dell’Associazione Italiana Private Banking sulla base dei principali operatori del settore, si è inserito in una fase segnata da maggiore volatilità finanziaria, rialzo dei rendimenti governativi e nuove pressioni sui prezzi energetici legate alle tensioni geopolitiche.

Secondo il presidente dell’Associazione Italiana Private Banking Andrea Ragaini, il quadro si colloca in un contesto atteso come più complesso: «Il dato del primo trimestre si inserisce in una fase che sapevamo essere più difficile». Ragaini ha evidenziato come la raccolta continui a rappresentare l’elemento centrale del settore, anche nelle fasi di correzione dei mercati, con le famiglie ad alto patrimonio che hanno mantenuto il ricorso agli operatori specializzati. «L’incertezza non è più un fenomeno episodico, ma parte integrante del contesto macro-finanziario», ha aggiunto.

La dinamica trimestrale ha risentito di un effetto mercato negativo pari a circa 25 miliardi di euro, solo parzialmente compensato da una raccolta netta salita a 17 miliardi, massimo degli ultimi dodici mesi, a cui si sono aggiunti circa 5 miliardi di variazioni di perimetro. Su base annua, le masse hanno comunque registrato un incremento del 9,6% rispetto a marzo 2025.

Sul piano delle asset class, il comparto amministrato ha segnato una lieve flessione dello 0,5%, pur concentrando la principale raccolta, pari a 10,5 miliardi, soprattutto su strumenti obbligazionari. L’azionario ha invece registrato una contrazione di 6,8 miliardi, mentre ETF e strumenti simili hanno continuato a crescere.

Nel risparmio gestito si sono osservati deflussi sui fondi comuni per 4,8 miliardi, a fronte di una crescita delle gestioni patrimoniali per circa 2 miliardi. La componente assicurativa ha mantenuto un andamento positivo, contribuendo alla stabilità dei portafogli. Nel complesso, il settore ha mostrato capacità di assorbire la volatilità dei mercati grazie a flussi di raccolta ancora solidi, pur in un contesto macro-finanziario che ha continuato a pesare sulla valorizzazione degli asset.

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