Il mercato immobiliare residenziale italiano ha mantenuto nel primo semestre del 2026 una crescita moderata, proseguendo la fase positiva avviata nella seconda metà del 2024. In base al Secondo Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma il comparto ha mostrato capacità di tenuta nonostante un quadro macroeconomico caratterizzato da incertezze geopolitiche, possibili tensioni sui costi energetici e nuove pressioni inflazionistiche.
La domanda abitativa si è confermata solida, con le intenzioni di acquisto delle famiglie passate dal 2,5% all’8,5% tra il primo semestre 2025 e quello del 2026. Nel primo trimestre dell’anno le compravendite residenziali sono cresciute del 4,4% su base annua, sostenute soprattutto dagli acquisti di prima casa, che rappresentano circa tre quarti delle transazioni. Positivo anche il segmento delle nuove abitazioni, con gli scambi in aumento del 14,6%.
Il quadro nazionale resta stabile, anche se Milano mostra segnali di rallentamento, con aspettative meno favorevoli degli operatori sull’evoluzione di compravendite e prezzi.
Sul fronte del credito emergono dinamiche contrastanti. Nel primo trimestre 2026 i mutui alle famiglie sono diminuiti del 2,1%, principalmente per il calo delle surroghe e sostituzioni (-58,7%), mentre le nuove erogazioni per l’acquisto della casa sono aumentate del 6,6%. La quota di acquisti assistiti da mutuo è salita al 47,8% del totale, confermando il ruolo centrale dei finanziamenti nella ripresa del mercato.
Migliora anche la qualità del credito: il tasso di default dei mutui residenziali è sceso allo 0,45%, mentre le sofferenze collegate ai finanziamenti immobiliari hanno continuato a ridursi.
Sul fronte dei prezzi, il mercato sta entrando in una fase di normalizzazione. Nel primo semestre le abitazioni in ottimo stato sono cresciute dell’1,4% su base annua, mentre quelle in buono stato dell’1,8%. I tempi medi di vendita sono scesi sotto i sette mesi e lo sconto medio rispetto ai prezzi richiesti si è ridotto al 10,4%.
Rimane invece elevata la pressione sul mercato delle locazioni, dove la scarsità di offerta continua a sostenere i canoni. Nel primo trimestre 2026 i contratti sono aumentati dello 0,3%, mentre i canoni delle abitazioni in buono stato sono cresciuti del 3,3% annuo.
Secondo Nomisma, la moderazione attesa nella crescita del credito potrebbe frenare l’attività transattiva nei prossimi anni: dopo il forte aumento del 2025, le compravendite sono previste stabili nel 2026, in possibile flessione nel 2027 e nuovamente in crescita nel 2028.
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