HomeDal Mondo degli NPEVarato il terzo correttivo al codice della crisi

Varato il terzo correttivo al codice della crisi

Dopo un lunghissimo periodo di gestazione, il governo ha finalmente partorito il terzo correttivo al codice della crisi (digs. 136/2024). Ne dà notizia un articolo di analisi di Italia Oggi spiegando che la nuova cornice regolamentare nasce con la dichiarata volontà di chiarire i molti dubbi interpretativi emersi e, soprattutto, di rendere più efficaci gli strumenti messi in campo, per la salvaguardia dell’impresa e la gestione delle crisi.

Il fatto è che la lodevole intenzione di realizzare un efficace compromesso tra interessi anche contrapposti (tutela dei creditori, salvaguardia dell’azienda, intenzione dello stato di non veder pregiudicati i proprio crediti) ha dato vita ad “un’opera di mediazione imponente, a volte, però, schizofrenica, nella quale si alternano interventi fondati sulla buona fede e affidabilità dell’imprenditore a disposizioni di chiaro stampo antielusivo, dettate da evidente pregiudizio nei confronti dello stesso debitore”. Tale discrasia – sottolinea il giornale – è particolarmente evidente in due dei temi più interessanti del correttivo: le modifiche al cosiddetto cram down fiscale e quelle al concordato semplificato, correzioni che tengono conto di alcuni problemi emersi nella prassi di questi mesi e tentano di porvi rimedio.

Sul primo punto – stabilisce il correttivo – l’imprenditore potrà cancellare i propri debiti pagando una percentuale del 50 o del 60 per cento a seconda de casi del debito al netto di sanzioni e interessi. E potendo contare anche su una congrua dilazione dei pagamenti. Occorre pero che non si tratti di un accordo liquidatorio ma di una condizione necessaria e sufficiente a garantire la prosecuzione dell’attività di impresa. Inoltre, la percentuale offerta in pagamento deve comunque essere superiore a quanto l’erario recupererebbe dalla liquidazione dell’azienda. Anche il concordato semplificato, che, a differenza del cram down è applicabile per la liquidazione dell’azienda, ha subito modifiche significative. Tra l’altro la falcidia dei crediti privilegiati è possibile solo con l’attestazione di un professionista che si tratti comunque della misura più conveniente per i creditori.

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