lunedì, Marzo 23, 2026
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Dalla “Grexit” alla “Grececovery”: risanamento dell’economia greca non ancora completo

Il blog della BCE analizza una delle economie più fragili, ma in ripresa, dell’eurozona. La lentezza nel recupero dei crediti deteriorati impedisce di rifinanziare un gran numero di famiglie ed imprese con debiti ancora insoluti

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«La Grecia rappresenta una delle peggiori crisi economiche e, al tempo stesso, una delle riprese più impressionanti della storia europea moderna», lo hanno sottolineato gli economisti della Banca Centrale Europea in un post pubblicato sul loro blog.

Un lungo articolo ha evidenziato i progressi registrati in questi anni dall’economia ellenica, che oggi mostra una notevole solidità. Ma quanto – si sono chiesti gli economisti della banca centrale – questa ripresa è sostenibile e quale ruolo proattivo può svolgere il suo sistema bancario?

Gli istituti di credito, in questi anni, hanno aumentato il capitale e risanato i bilanci. Un ruolo chiave, al pari dell’Italia, è stato svolto dall’espulsione di una grande quantità di crediti deteriorati attraverso programmi di cartolarizzazione.

L’istituzione del Sistema Ellenico di Protezione del Patrimonio (HAPS) ha svolto un ruolo centrale, aiutando le banche a cartolarizzare e vendere circa 57 miliardi di euro di NPL. Con la stabilizzazione delle condizioni macroeconomiche e il ritorno della fiducia, le banche hanno beneficiato di maggiore liquidità, profitti più elevati e una migliore posizione patrimoniale. Anche le fusioni, come quella tra Pancreta Bank e Attica Bank, hanno contribuito a rimodellare il settore.

In conseguenza di questo processo, gran parte del debito privato del Paese si trova ora al di fuori del sistema bancario, gestito da società di credit management. Gli attivi coinvolti equivalgono a circa un terzo del PIL greco. «La gestione di questa enorme quantità di crediti deteriorati – hanno osservato gli economisti della BCE – rimane una delle sfide più difficili».

Per affrontare questo fardello pregresso, la Grecia ha introdotto un nuovo quadro normativo in materia di insolvenza e un sistema di aste elettroniche. Tuttavia, i progressi sono stati più lenti del previsto: ostacoli strutturali e istituzionali continuano a rappresentare un freno.

«Le lacune nel sistema di aste e l’arretrato giudiziario rendono il recupero crediti e la ristrutturazione un processo lungo e complesso. Gli enti di gestione dei crediti potrebbero inoltre avere difficoltà a contattare i debitori a causa di informazioni incomplete. Di conseguenza, le famiglie e le imprese con debiti insoluti rimangono di fatto escluse dal credito bancario, limitando così la capacità delle banche di finanziare la crescita».

In generale, l’economia greca è in ripresa, con segnali incoraggianti sotto il profilo delle esportazioni e della nascita di nuove imprese. Tuttavia, elevato debito pubblico, bassa produttività e debolezze istituzionali indicano che la ripresa è ancora in corso.

Sebbene la Grecia abbia compiuto notevoli progressi – è la conclusione dell’articolo – «per voltare pagina completamente saranno necessarie riforme continue, un’attenzione alla crescita sostenibile e un’attenta gestione dei rischi esterni, soprattutto nell’attuale contesto di incertezza geopolitica e commerciale».

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