Il Parlamento Europeo giovedì scorso ha approvato in via definitiva nuove norme che mirano ad ampliare l’ambito delle regole UE sulla gestione delle crisi bancarie e proteggere contribuenti e depositanti.
Le nuove disposizioni – ha precisato un comunicato – estendono il numero di banche soggette alla normativa UE sulle crisi bancarie, rafforzando la tutela del denaro dei contribuenti. Consentono inoltre alle autorità di gestire in modo più efficace i fallimenti bancari e armonizzano la protezione dei depositanti nell’UE.
Il provvedimento stabilisce, in particolare, che nelle procedure di insolvenza o risoluzione, i sistemi di garanzia dei depositi (come il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi italiano) «avranno la priorità più elevata nei rimborsi». Seguiranno i depositanti al dettaglio e le PMI, e poi le piccole autorità pubbliche, quali municipi e autorità regionali, purché non siano investitori professionali.
Oltre alla garanzia standard di 100.000 euro per depositante e per banca, saranno coperti anche alcuni depositi legati a operazioni immobiliari, da 500.000 fino a 2.500.000 euro, a seconda dei casi. Il quadro di risoluzione — che consente di ristrutturare o liquidare una banca in dissesto salvaguardando stabilità finanziaria e depositanti — sarà esteso anche alle banche piccole e medie, se di interesse pubblico.
Il pacchetto approvato dal Parlamento europeo comprende tre atti legislativi: la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), il regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR), la direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (DGSD).
«La riforma – ha commentato Irene Tinagli (S&D, Italia), relatrice per il SRMR – rappresenta un miglioramento decisivo, rendendo la risoluzione più credibile e accessibile per le banche piccole e medie, pur mantenendo un approccio prudente in cui la capacità di assorbire le perdite resta la prima linea di difesa. Allo stesso tempo, l’accordo rafforza l’uso efficace degli strumenti finanziati dal settore all’interno di un quadro chiaro e solido. Salvaguarda inoltre l’integrità e l’indipendenza della governance europea, garantendo coerenza, certezza giuridica e una maggiore armonizzazione nell’unione bancaria. Si tratta di un passo avanti concreto nel rafforzamento della stabilità e dell’integrazione finanziaria, sottolineando al contempo la necessità di ulteriori progressi verso un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS) pienamente sviluppato per completare l’unione bancaria».
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