L’acquisizione di Coeo accelera il cambiamento nel posizionamento strategico di doValue, con una riduzione al 45% della componente Npl nel suo core business. In un’intervista a MF il ceo del gruppo Manuela Franchi ha parlato delle prospettive di doValue all’indomani del completamento dell’acquisizione (vedi Be Bankers del 17 aprile) della società tedesca specializzata nel recupero dei crediti con un ampio utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI).
«Al termine dell’integrazione di Coeo le attività Npl rappresenteranno solo il 45% del nostro core business. Il resto sarà composto da attività di gestione di crediti non Npl lungo l’intera catena del credito, inclusi i crediti di origine non finanziaria, in crescita grazie all’apporto di Coeo, oltre a servizi a valore aggiunto che spaziano dall’analisi dei dati alla consulenza e alle soluzioni digitali per la gestione dei crediti».
Il ceo di doValue ha sottolineato la maggiore resilienza nell’approccio seguito dal gruppo per la gestione dei portafogli deteriorati. «Il nostro modello è sempre stato chiaro: ci concentriamo sulla gestione dei crediti, non sull’acquisto. Nell’eventualità di un rialzo dei tassi – come è accaduto nel recente passato – questo fa la differenza: chi acquista portafogli è stato costretto a rifinanziarsi a costi anche tre volte superiori al passato schiacciando i propri margini. Il nostro modello di business asset light ci mette al riparo da queste dinamiche permettendoci di concentrare le risorse sugli investimenti tecnologici e sull’efficienza operativa e mantenendo una struttura di costi più snella».
Nell’intervista a MF Franchi si è soprattutto concentrata sugli effetti dell’integrazione di Coeo sul business model di doValue. Conseguenze attese soprattutto sul piano tecnologico e sul posizionamento strategico del gruppo italiano.
«Il gruppo tedesco – ha spiegato – è estremamente specializzato nell’area degli small ticket legati a e-commerce, buy-now-pay-later, telco ed energia, ambiti dove la velocità di recupero è tutto. L’obiettivo è integrare queste agilità e capacità di gestire volumi molto grandi con la nostra esperienza storica nei portafogli di grandi dimensioni. Riteniamo inoltre che le capacità di sviluppo della controllata di Coeo dedicata all’AI possano aiutarci a sviluppare soluzioni innovative anche per i nostri processi legati al nostro business core. Da un punto di vista di posizionamento di mercato continueremo a utilizzare il marchio Coeo con i clienti non finanziari rispetto ai quali il gruppo tedesco ha costruito una reputazione distinta e invidiabile».
Nel complesso, l’utilizzo su larga scala della nuova tecnologia AI nel recupero dei crediti dovrebbe spingere il margine di doValue verso il 40 per cento.
Infine, con Coeo la Germania è diventata un mercato strategico per doValue perché «a differenza dell’Italia presenta uno stock di crediti deteriorati in aumento (+14,4 miliardi tra il primo trimestre 2023 e la metà del 2025)». Con l’acquisizione la Germania è diventata il terzo Paese del gruppo, dopo Grecia e Italia, «contribuendo – ha sottolineato ancora Franchi – a un riequilibrio significativo del nostro mix geografico. Inoltre l’operazione appena arrivata al closing ci consente di entrare in altri otto mercati europei ampliando in modo rilevante la nostra presenza internazionale e consolidando il posizionamento di doValue come leader paneuropeo in grado di accompagnare i grandi operatori digitali nei principali mercati».
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