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Unirec, crediti gestiti a 188 miliardi: recuperati 22 miliardi nel 2025

Performance al 12% e produttività in crescita del 15%. Aumentano le pratiche early stage e cala il ticket medio dei portafogli

Il settore della gestione del credito conto terzi consolida il salto dimensionale registrato negli ultimi anni e porta gli importi affidati a 188 miliardi di euro, valore pari all’8,3% del Pil italiano.

È quanto emerge dal XVI Rapporto Unirec realizzato con Nomisma e presentato a Milano nel corso dell’Annual dell’associazione aderente a Confindustria Sit che rappresenta le imprese della credit industry. I dati sono relativi alle aziende associate a Unirec che gestiscono – afferma il rapporto – l’88% del mercato italiano dei crediti deteriorati.

Nel 2025 gli importi recuperati hanno raggiunto i 22 miliardi di euro, in crescita del 5%, mentre la performance media del comparto è salita al 12%, il livello più elevato dall’inizio della rilevazione. In aumento anche la produttività delle piattaforme operative, che registra un progresso del 15%, con oltre 4.600 pratiche gestite per addetto.

Dietro ai numeri il rapporto rileva un cambiamento strutturale dei portafogli affidati. Crescono infatti le posizioni gestite nelle fasi iniziali del ciclo del credito, mentre si riduce il valore medio delle esposizioni. Il ticket medio dei crediti affidati è sceso a 3.635 euro, in calo del 12% rispetto al 2024 e lontano dai livelli del 2023, quando aveva sfiorato i 4.700 euro.

Una dinamica che riflette sia l’evoluzione regolamentare degli ultimi anni sia la crescente attenzione degli intermediari verso il monitoraggio precoce del deterioramento creditizio.

«Nel corso del 2025 il comparto ha registrato un significativo incremento della produttività, con una crescita del 15% e delle performance medie, che salgono al 12%», ha dichiarato Cristian Bertilaccio, presidente di Unirec. «Complessivamente, il valore dei crediti gestiti rappresenta l’8,3% del Pil, a conferma del ruolo delle società di gestione del credito quale attore fondamentale dell’infrastruttura economica del Paese».

Nel conto terzi originator, dove il mandato resta in capo al soggetto che ha originato il credito, le pratiche affidate hanno raggiunto quota 36,5 milioni (+7%) per un valore di 74,9 miliardi di euro (+3%). Questo segmento continua a concentrare circa l’80% degli importi recuperati.

Più marcata, invece, la frammentazione nel comparto cessionario, dove le associate hanno gestito 15,3 milioni di pratiche (+27%) per un controvalore di 113,3 miliardi, in lieve flessione rispetto all’anno precedente.

Il rapporto evidenzia inoltre il rafforzamento del peso del settore finanziario rispetto a quello bancario nei portafogli acquistati da terzi. Nel conto terzi cessionario il comparto finanziario rappresenta ormai il 54% dei valori affidati e il 55% di quelli recuperati, segnalando il progressivo ridimensionamento del ciclo delle cessioni bancarie Npl a favore del credito finanziario specializzato.

Sul piano industriale prosegue la concentrazione del mercato. Le imprese con fatturato superiore ai 20 milioni di euro rappresentano il 16% delle associate ma generano l’80% dei ricavi complessivi del settore. Nel 2024 i ricavi delle associate Unirec sono cresciuti del 9,4%, mentre gli operatori non aderenti hanno registrato una flessione media del 3,9%.

Resta elevata anche la centralità del comparto bancario e finanziario nella committenza, che supera complessivamente l’80% del valore gestito. Parallelamente aumenta il peso delle attività complementari, dalla due diligence alla gestione di portafogli performing, in un mercato che continua a spostarsi verso modelli operativi più integrati e ad alta specializzazione.

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