Oltre 100 milioni di cinesi sono nella morsa dei debiti bancari. I crediti deteriorati delle famiglie sono aumentati del 21% nel 2025, raggiungendo il record di 2,22 trilioni di yuan (329 miliardi di dollari), secondo la società di ricerca Gavekal Dragonomics che ha analizzato i bilanci di 26 banche dopo che le autorità hanno smesso di pubblicare gli importi aggregati dei prestiti personali in default e in arretrato.
Lo ha riferito un articolo di MF, riportando anche un’analisi dell’Institute of Financial Research della Zhejiang University secondo cui le istituzioni finanziarie cinesi potrebbero avere tra 2 e 3 trilioni di yuan di debiti personali non performanti da smaltire ogni anno. Le stime suggeriscono che fino al 10,6% della popolazione adulta cinese, ossia più di 110 milioni di persone, è in ritardo nei pagamenti.
L’eccesso di debito sta vanificando gli sforzi del governo per stimolare i consumi interni, poiché le banche, preoccupate per l’aumento delle sofferenze, concedono sempre meno prestiti.
Gran parte del boom del credito a breve termine in Cina è guidata dalle piattaforme di prestito gestite da colossi come Ant Group e ByteDance. Queste agiscono come intermediari tra banche e debitori, offrendo prestiti con tassi annui dal 4% a oltre il 24%.
Nonostante l’aumento dei crediti deteriorati, secondo Bloomberg, queste piattaforme continuano a promuovere i prestiti con slogan come «erogazione istantanea» e «interessi bassi».
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