I tassi di default dei prestiti concessi alle aziende più rischiose in Europa aumenteranno entro la fine del 2026. La previsione è dell’agenzia di rating Fitch, che ha rilasciato un report sull’andamento dei prestiti concessi ad aziende con alto livello di debito (leveraged loan) e ad alto rendimento (high-yield). Fitch ha analizzato in particolare le categorie “top” (imminente rischio di default entro 12-24 mesi) e “tier 2” (prestiti ad aziende con alta vulnerabilità ma non ancora arrivate al collasso), osservando che ad agosto rappresentavano il 10,6% del leveraged loan, il livello più alto dal 2013.
In particolare, Ingenico è rientrata nella lista dopo il mancato pagamento degli interessi a marzo, mentre Foundever ne è uscita in seguito alla sua operazione di svendita di crediti deteriorati. Quanto alla lista “top” e “tier 2” dei titoli high-yield, è salita all’8,2% dell’universo europeo, con l’aggiunta dell’italiana Cerved Group, di cui viene segnalata l’esposizione al rischio di Intelligenza Artificiale. L’AI, in particolare, «potrebbe esercitare pressione sugli emittenti di software e dati con rating inferiore, in particolare laddove profili aziendali più deboli aggravano le vulnerabilità strutturali legate al rifinanziamento».
Il tasso di insolvenza a 12 mesi dei leveraged loan è salito al 2,7% ad agosto, dal 2,4%, mentre il tasso dei prestiti high-yield è rimasto al 2,3%. A luglio, Fitch ha alzato le sue previsioni di default sui leveraged loan in Europa per il 2026, portandole al 4,0%-4,5%. Ha invece mantenuto invariate le previsioni per i prestiti high-yield, attestandosi tra il 3,75% e il 4,25%.
L’aumento delle previsioni sui prestiti riflette una maggiore differenziazione da parte degli investitori tra crediti più solidi e più deboli, piuttosto che un deterioramento generalizzato del mercato. Il rifinanziamento rimane disponibile per gli emittenti più solidi, ma i debitori più deboli – osserva l’agenzia di rating – «si trovano ad affrontare condizioni di finanziamento più restrittive, pressioni sulla liquidità e opzioni di rifinanziamento convenzionali limitate».
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