HomeDal Mondo degli NPEImpresePrivate equity italiano, 396 operazioni nei primi nove mesi del 2026

Private equity italiano, 396 operazioni nei primi nove mesi del 2026

I deal crescono del 7% e segnano un record per il periodo, ma aumenta il peso delle acquisizioni successive e si riducono gli investimenti diretti

Il private equity italiano chiude i primi nove mesi del 2026 con 396 operazioni, in crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, sulla base dei dati dell’Osservatorio Pem della Liuc-Business School, si tratta del livello più alto mai raggiunto a fine settembre.

Il terzo trimestre ha registrato 120 operazioni, contro le 141 dello stesso periodo del 2025. A settembre i deal sono stati 44, rispetto ai 53 dell’anno precedente. La crescita del mercato nei primi nove mesi è stata sostenuta soprattutto dagli add-on, ovvero acquisizioni realizzate per aggregare imprese e favorire la crescita per linee esterne.

Tra gennaio e settembre gli add-on (operazioni di aggregazione industriale finalizzate alla crescita per acquisizioni successive) sono stati 256, quasi i due terzi del totale, contro il 53% del 2025 e il 51% del 2024.

Il dato evidenzia il peso crescente delle strategie di aggregazione, in particolare nei comparti delle piccole e medie imprese caratterizzati da una forte frammentazione.

«Gli add-on, in particolare nel comparto delle pmi italiane in settori a elevata frammentazione, possono generare una crescita delle dimensioni aziendali e soprattutto della redditività, attraverso lo sviluppo di sinergie operative», ha commentato Luigi Terranova, managing partner di Riello Investimenti Sgr.

A settembre le operazioni di buyout hanno rappresentato il 91% del totale, mentre gli add-on hanno raggiunto il 77%. I fondi internazionali sono stati coinvolti nel 54% dei deal, in linea con le tendenze più recenti.

Iscriviti alla newsletter: https://www.bebankers.it/newsletter/

ARTICOLI CORRELATI

ALTRO DALLA CATEGORIA