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Cartolarizzazioni europee: il mercato torna a crescere, ma la vera novità è la qualità

Secondo l’AFME Securitisation Data Report Q1 2026, nel primo trimestre dell’anno sono stati emessi in Europa 59,6 miliardi di euro di nuove cartolarizzazioni, in lieve calo rispetto ai 63,6 miliardi del quarto trimestre 2025 e ai 61,5 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato più interessante riguarda però la quota effettivamente collocata sul mercato: 43,3 miliardi di euro, pari al 72,8% delle emissioni complessive, contro il 59,4% del trimestre precedente. In altre parole, una quota crescente delle operazioni trova investitori disposti ad assumere il rischio, segnale di una fiducia crescente verso l’asset class.

Dopo anni in cui il mercato europeo della cartolarizzazione ha faticato a ritrovare il ruolo svolto prima della crisi finanziaria globale, i dati del primo trimestre 2026 mostrano segnali incoraggianti. Non tanto per i volumi complessivi, rimasti sostanzialmente stabili, quanto per la qualità della domanda degli investitori e per il progressivo consolidamento del quadro regolamentare.

Più investitori e meno operazioni «retained»

Per molti anni una parte significativa delle cartolarizzazioni europee è stata trattenuta dalle stesse banche originator e utilizzata principalmente come collaterale presso le banche centrali. Il fatto che quasi tre quarti delle nuove emissioni siano oggi collocate sul mercato rappresenta invece un indicatore di maturità e di normalizzazione del settore.

L’interesse degli investitori è sostenuto da diversi fattori:

  • spread ancora interessanti rispetto ad altre asset class a reddito fisso;
  • livelli di default storicamente contenuti;
  • maggiore trasparenza informativa introdotta dal regolamento europeo;
  • progressivo miglioramento del trattamento prudenziale.

Per le banche ciò significa poter utilizzare la cartolarizzazione non soltanto come strumento di funding, ma sempre più come leva di gestione del capitale e ottimizzazione del bilancio.

Il boom delle operazioni STS

Un secondo elemento di rilievo riguarda la crescita delle cartolarizzazioni STS (Simple, Transparent and Standardised). Nel primo trimestre 2026 le emissioni STS collocate hanno raggiunto 20,9 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto agli 11,8 miliardi registrati nel quarto trimestre 2025. Le operazioni STS rappresentano ormai il 48% dell’intera raccolta collocata sul mercato, contro il 31% di fine 2025.

Il dato conferma che il marchio STS sta progressivamente diventando uno standard di mercato riconosciuto dagli investitori. La maggiore semplicità strutturale, gli obblighi di trasparenza e il trattamento regolamentare più favorevole continuano infatti a rendere queste operazioni particolarmente appetibili per compagnie assicurative, fondi pensione e investitori istituzionali.

Qualità creditizia ai massimi

Se i volumi raccontano una storia di stabilizzazione, la qualità creditizia racconta una storia ancora più positiva. Nel primo trimestre 2026 l’88% delle azioni di rating effettuate dalle principali agenzie internazionali è stato rappresentato da upgrade, una percentuale rimasta stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superiore ai livelli storici del mercato europeo.

Questo dato riflette diversi fenomeni:

  • performance generalmente migliori delle attese dei portafogli sottostanti;
  • miglioramento della situazione macroeconomica rispetto agli scenari più pessimisti formulati nel biennio 2022-2023;
  • strutture più conservative rispetto al passato;
  • livelli elevati di credit enhancement.

Per gli investitori si tratta di un segnale importante: la cartolarizzazione europea continua a mostrare una resilienza significativamente superiore a quella spesso percepita dall’opinione pubblica.

Le implicazioni per il mercato NPL

Sebbene il report AFME sia focalizzato sull’intero mercato della cartolarizzazione europea e non esclusivamente sulle operazioni NPL, alcune indicazioni sono particolarmente rilevanti anche per gli operatori del credito deteriorato.

Negli ultimi anni il mercato italiano delle cartolarizzazioni NPL ha attraversato una fase di trasformazione.

La progressiva riduzione dei nuovi flussi di sofferenze, la conclusione del programma GACS e l’emergere di nuove esigenze legate agli UTP hanno modificato profondamente il contesto competitivo. In questo scenario, il ritorno della domanda degli investitori per le strutture di securitisation potrebbe rappresentare un’opportunità per:

  • favorire nuove operazioni di de-risking bancario;
  • sostenere cartolarizzazioni di portafogli UTP;
  • sviluppare strutture miste con componenti secured e unsecured;
  • incrementare il ricorso alle operazioni di Significant Risk Transfer (SRT).

Non è un caso che il mercato europeo delle operazioni SRT continui a crescere e che le autorità di vigilanza stiano introducendo procedure sempre più rapide per la loro approvazione.

Regolamentazione: il cantiere europeo continua

Il primo trimestre 2026 è stato caratterizzato anche da importanti sviluppi normativi. Prosegue infatti il percorso di revisione del framework europeo della cartolarizzazione, con il Parlamento europeo che ha adottato la propria posizione sulla riforma del regolamento e l’avvio dei triloghi previsto per il 2026. Parallelamente, la BCE ha introdotto un processo accelerato per alcune operazioni SRT standardizzate, riducendo i tempi di autorizzazione da circa tre mesi a due settimane.

Si tratta di interventi che mirano a rafforzare il ruolo della cartolarizzazione come strumento di finanziamento dell’economia reale e di gestione efficiente del capitale bancario.

Conclusioni

I dati del primo trimestre 2026 mostrano un mercato europeo delle cartolarizzazioni in buona salute. I volumi restano elevati, la quota collocata presso investitori cresce in modo significativo, le operazioni STS continuano a guadagnare terreno e la qualità creditizia delle transazioni rimane solida.

Per il settore bancario il messaggio è chiaro: la cartolarizzazione non è più soltanto uno strumento per gestire attivi problematici o esigenze di liquidità straordinarie. Sta tornando a essere una componente strutturale della gestione del capitale e del finanziamento dell’economia. In questo contesto anche il mercato italiano degli NPL e degli UTP potrebbe beneficiare di un rinnovato interesse degli investitori, favorendo lo sviluppo di nuove operazioni e contribuendo a rendere più efficiente il processo di gestione dei crediti deteriorati.

Link di riferimento: https://www.afme.eu/publications/data-research/securitisation-report-q1-2026/

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Massimo Famularo
Massimo Famularohttps://linktr.ee/massimofamularo
Esperto di crediti bancari deteriorati (NPE Pricing e Gestione) e autore di podcast, newsletter, video e libri divulgativi sull'educazione finanziaria. Attualmente è Coordinatore Servizio Crediti e NPE Luigi Luzzatti SCPA, consorzio partecipato da 19 banche popolari. In precedenza, ha lavorato per diversi fondi di investimento e società di advisory. Inoltre è stato consigliere d'amministrazione di Frontis NPL e responsabile del Servizio Sofferenze di Cariparma Credit Agricole. Il profilo completo di Famularo si trova su Linkedin, dove cura il gruppo Entering Italian NPE Market.
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