Con le Eu Inc rivoluzione in arrivo nel diritto societario comunitario

Una proposta della Commissione Ue prevede anche un codice della crisi ad hoc per le start-up del continente

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Sta per nascere in Europa un codice della crisi calibrato sulle necessità delle start-up continentali. Fa parte di una corposa proposta di regolamento che la Commissione di Bruxelles ha presentato nei giorni scorsi allo scopo di far nascere una società europea, la Eu Inc, sottratta ai limiti e ai condizionamenti dei diritti nazionali. Coloro che decideranno di avvalersene rispetteranno, per quanto possibile, le norme del cosiddetto «28° regime», come viene chiamata la normativa generata direttamente dai legislatori europei. I giuristi, i primi ad accorgersi della novità, hanno subito parlato di una «svolta epocale» per l’Europa.

Sarebbe esagerato paragonarla a quella dei codici napoleonici, ma senz’altro non nell’ambizione di costruire un nucleo autenticamente europeo per gestire la nascita, la vita e la morte delle start-up (e non solo) del continente.

Una Eu Inc potrà essere costituita in tre giorni, spendendo meno di 100 euro e senza doversi avvalere di un notaio. La procedura sarà del tutto digitalizzata, con un largo utilizzo delle blockchain. Le regole societarie saranno molto flessibili e gli statuti regoleranno con libertà le norme di corporate governance. Potranno assumere la configurazione giuridica comunitaria non soltanto le start-up, ma anche le altre società del continente.

I singoli Stati non potranno opporsi alla quotazione delle Eu Inc nei sistemi di scambi organizzati (come il segmento Euronext Growth di Piazza Affari), mantenendo il diritto di ammetterle ai mercati regolamentati. L’influenza dei diritti nazionali avrà, nelle intenzioni del legislatore comunitario, uno spazio limitato alle aree non coperte dal regolamento europeo e dagli statuti societari. Solo una pia illusione? Lo vedremo. Certo, è già immaginabile la resistenza che opporranno gli Stati, colpiti nelle loro prerogative da un provvedimento che si annuncia come la più grande semplificazione normativa dalla nascita dell’Unione. D’altra parte, l’Europa deve crescere in fretta ed è alle prese con una competizione internazionale sempre più serrata.

Secondo il rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, circa il 10% delle scale-up costituite nell’Unione europea si trasferisce all’estero e, in gran parte (circa l’85%), negli Stati Uniti. Inoltre, dal 2008 al 2021, il 30% degli «unicorni» europei (ossia le start-up con una valutazione superiore a 1 miliardo di dollari) ha trasferito la propria sede, prevalentemente negli Stati Uniti, al fine di accedere al mercato dei capitali.

Una parte di rilievo della nuova proposta riguarda, appunto, le regole di scioglimento e di liquidazione delle Eu Inc. Anche in questo caso le novità in arrivo sono sostanziali. La Commissione europea propone due procedure innovative. La prima, accelerata, riguarda la chiusura delle società europee solvibili, da realizzare in un mese. La seconda è stata pensata per gestire l’insolvenza delle start-up, ma potrebbe anche essere allargata alle PMI.

In primo luogo, la proposta di regolamento prevede l’adozione di un criterio unico per l’avvio di una procedura di liquidazione, ossia l’incapacità di pagare i debiti contratti. La procedura dovrebbe concludersi entro sei mesi dalla presentazione della richiesta di avvio. Le formalità relative alle principali fasi procedurali, tra cui l’apertura della procedura, il deposito e l’ammissione dei crediti o la liquidazione dei beni, dovrebbero essere ridotte al minimo. Le imprese europee innovative dovrebbero poter avviare la procedura di liquidazione semplificata senza l’assistenza di un avvocato o di altro professionista legale, utilizzando un modulo standard predisposto a tale scopo.

Il debitore di una società per azioni dell’UE che sia una start-up innovativa dovrebbe poter beneficiare di una sospensione temporanea delle azioni esecutive individuali, al fine di poter preservare il valore del patrimonio fallimentare e garantire uno svolgimento equo e ordinato del procedimento. Gli Stati membri dovrebbero garantire che i beni del patrimonio fallimentare nei procedimenti di insolvenza possano essere realizzati tramite asta giudiziaria online, interconnessa a livello europeo per garantirne una maggiore efficacia.

Un ultimo punto, proposto sotto forma di raccomandazione, riguarda la costituzione nei singoli Stati di sezioni della magistratura specializzate per gestire le controversie relative al diritto societario delle Eu Inc, così da «consentire un’applicazione efficace, efficiente e uniforme delle relative norme». Sarà, anche questa, una bella sfida per l’Italia, che in tanti anni non è stata capace di costituire sezioni specializzate nei reati finanziari, per l’ostilità dei piccoli tribunali.

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