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doValue: ad agosto brusca frenata del titolo in Borsa innescata dalla semestrale

La semestrale in rosso e l’aumento della leva finanziaria frenano il titolo, mentre il mercato guarda alla crescita di coeo e ai rischi legati alla Germania

È stato un mese da dimenticare per il gruppo doValue, con il titolo sceso in Borsa da €2,42 del 3 agosto a €1,60 del 1° settembre. I guai del gruppo, il principale operatore del Sud Europa attivo nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati (€136 miliardi in gestione), sono arrivati con la pubblicazione dei conti semestrali, a inizio agosto, che hanno mostrato una perdita netta attribuibile agli azionisti della capogruppo di 21,6 milioni di euro, contro 4,1 milioni dello stesso periodo del 2025. Anche al netto delle componenti non ricorrenti, l’utile è sceso da 11,9 a 2,2 milioni, con una flessione dell’82%, mentre l’EBITDA ricorrente è diminuito del 6,6%.

L’acquisizione di coeo, la società tedesca di recupero crediti valutata 350 milioni, pesa sui conti del gruppo. E, in particolare, – ha segnalato MF in un articolo del 7 agosto – ha appesantito il debito netto, salito da 439 a 855 milioni, e la leva, da 2 a 3,1 volte l’EBITDA, per il finanziamento dell’acquisizione. Il dividendo e la vendita del portafoglio crediti della controllata dovrebbero comunque ridurre la leva a circa 2,6 volte. Sul fronte opposto, proprio coeo ha sostenuto la crescita dei ricavi. Quelli lordi – ha sottolineato MF – sono aumentati del 7,2% nel semestre, a 301,6 milioni, e del 29,7% nel secondo trimestre, a 181,3 milioni, grazie al consolidamento della controllata. Il business digital-native ha generato 122 milioni, il 25% in più, con la Germania primo mercato. Le digital collection valgono ormai il 31% dei ricavi del gruppo, riducendo il peso del servicing tradizionale degli NPL.

Queste dinamiche spiegano perché doValue, nel confermare per il 2026 la stima EBITDA di circa 300 milioni, l’ha tuttavia subordinata alla crescita di coeo nel secondo semestre.

Proprio su questo fronte, nelle ultime settimane, si sono addensate alcune nubi dopo che Klarna, società fintech svedese e grande cliente di coeo, ha rivisto al ribasso le sue aspettative di crescita per il 2026, a seguito di una visione più prudente sulla Germania. Sebbene coeo abbia ridotto in modo significativo il rischio di concentrazione, con i ricavi non legati a Klarna in crescita del 50% su base annua e le attività internazionali che hanno rappresentato il 33% dei ricavi nel primo semestre, rispetto al 21% del 2024, un rallentamento prolungato del business di Klarna in Germania potrebbe avere un impatto negativo sui nuovi flussi di pratiche e sull’attività di recupero crediti. Ciò che, pertanto, mette ulteriore pressione sul titolo del gruppo in Borsa.

Da registrare, infine, l’ingresso nella compagine azionaria di doValue di un nuovo socio. A fine luglio, nel capitale del servicer è entrato l’investitore Stiskin con il 5,3%. Il manager di passaporto israeliano è attivo con la holding cipriota Hilve. Finanziere di origine russa, Stiskin ha una lunga carriera nella finanza alle spalle e, più recentemente, un’attività di investimento concentrata sulle small cap inglesi e americane.

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