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Mercato immobiliare, cresce la quota di giovani acquirenti e aumentano gli acquisti fuori città

Tecnocasa: nel primo semestre 2026 gli under 34 rappresentano il 31% dei compratori. A Milano calano gli acquisti per investimento e cresce il ricorso al canone concordato a causa del forte incremento degli importi stabiliti dall’Accordo territoriale del 2023 (+78,4%)

Nel primo semestre 2026 il mercato immobiliare italiano ha confermato la prevalenza degli acquisti per abitazione principale, pari al 74,8% delle compravendite rilevate dal Gruppo Tecnocasa. Gli investimenti hanno rappresentato il 18%, mentre le case vacanza sono salite al 7,2%, dal 6,6% del 2025.

Secondo l’analisi condotta su circa 23 mila compravendite e oltre 5 mila contratti di locazione, gli acquirenti con meno di 34 anni hanno raggiunto il 31% del totale, uno dei livelli più alti dal 2019. Le famiglie costituiscono il 66% dei compratori, mentre i single rappresentano il 34%.

A Milano si è registrata una riduzione degli acquisti per investimento, scesi dal 30% al 23% in un anno, anche per effetto dell’aumento dei prezzi immobiliari. La componente degli investitori resta invece elevata a Napoli, dove sfiora il 42%, e supera il 34% a Verona e Palermo.

Prosegue anche la tendenza dei residenti delle grandi città a cercare casa fuori dai confini comunali. In Italia la quota di chi acquista nella propria città è scesa dal 75% del 2019 al 60% del primo semestre 2026. A Milano soltanto il 38% dei residenti ha comprato nel capoluogo, mentre il 62% si è rivolto ai comuni esterni.

Sul fronte delle caratteristiche degli immobili, il trilocale si conferma la tipologia più acquistata a livello nazionale, con oltre il 34% delle compravendite. Cresce anche l’attenzione all’efficienza energetica: gli acquisti di abitazioni in classe A e B sono passati dall’8,4% del 2025 al 9,2% nel primo semestre 2026.

Nel mercato delle locazioni il canone libero rimane la formula più diffusa in Italia, con il 41% dei contratti, seguito dal canone concordato al 31% e dal transitorio al 28%. A Milano, invece, il canone concordato è salito dal 10% del 2025 al 31% del primo semestre 2026, grazie anche agli effetti del nuovo Accordo territoriale del 2023, che ha fatto aumentare i canoni di quella categoria del 78,4%, secondo qaunto riferisce un articolo de Il Sole 24 Ore.

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