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Lavoro, 539mila assunzioni previste a ottobre: crescono turismo e agricoltura

Unioncamere e Ministero del Lavoro stimano un aumento del 3,7% rispetto a ottobre 2025. Resta elevata la difficoltà di reperimento della manodopera, che interessa il 43,6% delle entrate programmate

Le imprese italiane prevedono 539mila ingressi a ottobre 2026 e 1,35 milioni nel trimestre ottobre-dicembre. Dopo la flessione di settembre, la domanda di lavoro torna a crescere, con un incremento del 3,7% su base annua. I dati arrivano dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

I servizi concentrano il 65,3% delle entrate previste, seguiti dall’industria, comprese le costruzioni, con il 26,1%, e dal settore primario con l’8,6%. Tra i comparti più attivi figurano alloggio, ristorazione e servizi turistici, con circa 94.500 ingressi programmati. Crescono anche le opportunità in agricoltura, nei servizi di supporto alle imprese e alle persone e nelle industrie alimentari, meccaniche ed elettroniche.

Tra le figure più ricercate spiccano gli addetti alla ristorazione, con quasi 77.750 ingressi previsti, gli addetti alle vendite (48.320) e il personale non qualificato per la movimentazione e la consegna delle merci (34.570). Nel complesso, queste tre professioni rappresentano circa il 30% della domanda mensile.

Il mercato continua però a fare i conti con la difficoltà di reperimento, che riguarda il 43,6% delle entrate programmate. Nel 25,6% dei casi le imprese segnalano una carenza di candidati, mentre nel 13,6% lamentano una preparazione non adeguata alle esigenze aziendali. Le criticità più marcate interessano alcune professioni tecniche e specialistiche, oltre a diverse attività legate all’industria e ai trasporti.

Sul piano territoriale, la Lombardia guida la domanda con 99.140 ingressi previsti, davanti al Lazio con 58.540 e alla Campania con 50.050. Gli aumenti più consistenti su base annua si registrano in Basilicata (+11,5%), Valle d’Aosta (+7,9%) e Trentino-Alto Adige (+7,5%).

Quanto ai profili richiesti, nel 64,3% dei casi le imprese cercano esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Il 30% degli ingressi riguarda giovani sotto i 30 anni, mentre il 23,6% è destinato a lavoratori stranieri. I contratti stabili, a tempo indeterminato o di apprendistato, rappresentano il 21,8% delle entrate programmate.

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