Mercato NPL: outlook stabile nonostante la congiuntura avversa

La rubrica "Credit Management Industry" di Massimo Famularo

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Venerdì 22 settembre 2023 Banca Ifis ha presentato la nuova edizione del proprio “Market Watch Npl” con le stime dei principali trend per il triennio 2023-2025. Il tasso di deterioramento dovrebbe rimanere su livelli storicamente molto contenuti, anche rispetto ai i valori precedenti alla prima crisi dei mutui sub prime del 2008, a fronte di volumi di transazioni NPE in linea con quelli registrati negli ultimi anni.

Scenario macroeconomico e andamento dei rischi nei bilanci bancari: Italia e Ue a confronto

A fronte di un quadro macroeconomico in progressivo deterioramento, la tenuta delle principali economie mondiali si è basata su ingenti stimoli fiscali e dinamica positiva dei consumi privati.  Durante il primo trimestre del 2023, l’NPE ratio dell’Ue è rimasto invariato in proporzione ai prestiti totali rispetto alla fine del 2022 (1,8% in entrambi i periodi) mentre gli indicatori prospettici (stage 2 e Performing Foreborne) delle principali banche dell’Ue stanno gradualmente migliorando, anche se rimangono a un livello più alto rispetto al periodo pre-Covid. Pertanto, la rischiosità delle banche significant dell’Ue appare in diminuzione.

Sebbene l’Italia presenti un rischio prospettico superiore alla media Ue, anche per il nostro Paese, gli indicatori prospettici mostrano un miglioramento nel 1° trimestre 2023 (il rapporto Stage 2 dal 12,2% all’11,3% e i forborne performing dall’1,59% all’1,41%). A questo proposito, le banche italiane continuano a mantenere un atteggiamento più cauto rispetto alla media dell’Ue, come dimostrato dai livelli superiori alla media dei tassi di copertura su entrambe le tipologie di credito

Il report di Banca IFIS stima per il triennio 2023-2025 un tasso di deterioramento abbastanza contenuto rispetto alla media storica, anche se confrontato con i valori precedenti alla prima crisi dei mutui subprime del 2008. La previsione è decisamente inferiore a quanto ipotizzato dallo stesso ufficio studi lo scorso anno, a causa di un minore deterioramento della congiuntura e di una migliore della qualità del credito. La dinamica moderata dei nuovi flussi di NPE, insieme alla prosecuzione del processo di de-risking, manterrà l’ NPE ratio stabile nel 2023 intorno al 3,0% con un leggero aumento nel 2024 e 2025 rispettivamente al 3,2% e al 3,3%.

Mercato delle transazioni NPL e UTP

Nel triennio 2023-2025, il controvalore complessivo delle transazioni su crediti deteriorati è stimato in circa 84 miliardi di euro, con volumi in larga misura sostenuti dal mercato secondario, il cui peso aumenterà a circa il 50% sia nel 2023 che nel 2024. Le transazioni nel primario saranno guidate dal continuo processo di de-risking delle principali banche e da flussi di NPE in moderato aumento. In linea con quanto previsto negli anni precedenti, il mercato delle transazioni UTP vede un basso ammontare di transazioni.

La crescente incidenza del mercato secondario sarà determinata da tre fattori principali:

  • la dismissione di porzioni di portafogli garantiti da GACS che hanno registrato una performance insoddisfacente;
  • lo sviluppo di nuove piattaforme di vendita e l’attività di cessione da parte di operatori che storicamente si erano posizionati sul mercato solo come acquirenti;
  • attività di nuovi operatori (ad esempio Tulps 115) creati da studi legali già facenti parte della catena.

Per il 2023, le transazioni NPE sono state stimate in 32 miliardi di euro, compresi circa 8 miliardi di euro di transazioni che potrebbero essere rinviate al 2024. Le cessioni sul mercato secondario rappresenteranno la metà dell’importo totale transato per l’anno, più o meno nella stessa proporzione tra secured e unsecured.