Le frodi continuano a crescere e le imprese italiane faticano a tenere il passo sul fronte della prevenzione. È quanto emerge dal nuovo report commissionato da Experian e realizzato da Forrester Consulting, che ha coinvolto quasi mille professionisti della gestione del rischio frodi in nove Paesi tra EMEA e APAC. In Italia, il 66% delle aziende segnala un aumento delle perdite nell’ultimo anno, un dato superiore alla media globale, mentre due imprese su tre prevedono un ulteriore incremento dei fenomeni fraudolenti nel 2026.
Il 68% dei responsabili aziendali italiani ammette di non disporre di tecnologie adeguate per contrastare minacce sempre più sofisticate, alimentate anche dall’espansione delle reti criminali basate su intelligenza artificiale e dall’uso della Generative AI. Le tipologie di frode variano a seconda dei settori: nei servizi finanziari e nelle telecomunicazioni crescono ingegneria sociale e furto di identità, mentre nell’e-commerce aumentano i casi di «friendly fraud» e abuso dei rimborsi.
Nonostante le carenze tecnologiche, il 71% delle imprese italiane sta orientando gli investimenti verso strumenti fondati su dati comportamentali e informazioni provenienti dai dispositivi, nella prospettiva di rafforzare la capacità di intercettare schemi criminali complessi.
A livello globale si registra una prevalenza di investimenti in tecnologia rispetto alle risorse umane dedicate alle analisi, segnale del progressivo superamento dei controlli manuali e dei sistemi basati su regole statiche.
Il machine learning si conferma elemento centrale: il 70% delle aziende italiane che lo utilizza dichiara un miglioramento nell’accuratezza del rilevamento e il 77% riconosce la capacità di individuare frodi non intercettabili con approcci tradizionali; in Italia, inoltre, il principale beneficio percepito riguarda l’impatto positivo sull’esperienza del cliente, mentre a livello internazionale prevale l’esigenza di identificazione in tempo reale e aggiornamento continuo dei modelli.
Il report evidenzia infine l’importanza della collaborazione: circa il 73% delle aziende a livello globale ritiene strategica la condivisione di informazioni sulle frodi all’interno di ecosistemi e consorzi basati su infrastrutture sicure e relazioni di fiducia.
Secondo Mauro Fiorentino, Chief Commercial Officer di Experian Italia, «la frode non è mai stata un fenomeno statico: evolve di continuo e oggi lo fa con una velocità senza precedenti. L’AI generativa sta dando ai criminali strumenti sempre più sofisticati e questo richiede alle aziende un deciso aggiornamento delle proprie strategie di protezione. Il fatto che il 71% delle imprese stia aumentando gli investimenti in tecnologie anti-frode dimostra chiaramente che gli approcci tradizionali non bastano più. L’intelligence sui dispositivi, l’analisi comportamentale e il machine learning sono ormai pilastri fondamentali. In questo scenario, collaborazione e innovazione non sono più scelte accessorie: rappresentano la base della resilienza nel 2026 e negli anni a venire».
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