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IntesaSanpaolo: primo trimestre ’26 con utili record a 2,8 miliardi

IntesaSanpaolo continua a macinare utili. Il gruppo bancario torinese, nel primo trimestre 2026, ha realizzato un utile netto record di 2,761 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto al primo trimestre del 2025. Un risultato che ha portato a confermare, per l’intero anno, il target di guadagni netti pari a 10 miliardi.

In una nota diffusa venerdì, la banca ha parlato di «una significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder e non solo per gli azionisti, verso i quali sono destinati 2,6 miliardi di euro di distribuzione utili maturata nel trimestre».

La nota sottolinea gli 1,8 miliardi di euro di imposte generate, il rafforzamento dell’inclusione finanziaria con circa 1,4 miliardi di euro di social lending erogati nel primo trimestre 2026 e i circa 1,1 miliardi di euro già investiti nel 2023.

In base ai risultati consolidati al 31 marzo 2026, Intesa Sanpaolo ha erogato «circa 13 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e imprese del Paese nel primo trimestre 2026. Circa 560 aziende sono state riportate in bonis nel primo trimestre 2026 e circa 147.300 dal 2014, preservando rispettivamente circa 2.800 e 737.000 posti di lavoro».

Rimarchevoli sono anche i risultati ottenuti nella qualità del credito, con crediti in sofferenza «quasi azzerati».

A fine marzo 2026, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi risultava pari allo 0,9% al netto delle rettifiche di valore e all’1,8% al lordo.

Considerando la metodologia adottata dall’EBA, l’incidenza dei crediti deteriorati si è attestata allo 0,8% al netto delle rettifiche di valore e all’1,5% al lordo. La copertura specifica dei crediti deteriorati si collocava al 49,5% a fine marzo, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 68,6%.

«Con i risultati del primo trimestre del 2026 — ha commentato il ceo Carlo Messina — prende avvio il nostro Piano d’Impresa 2026-2029: un Piano concepito per conseguire un ROE sostenibile del 20%, puntando sulla crescita delle commissioni e sullo sviluppo tecnologico. Un Piano solido e privo di rischi esecutivi, come si può cogliere dalle prime significative evidenze. In un contesto globale segnato da crescente incertezza geopolitica, le nostre strategie si stanno dimostrando una scelta lungimirante e pienamente corretta».

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