I gestori europei di NPL e la tendenza a consolidarsi

In Europa crescono le fusioni tra gestori di crediti deteriorati: secondo un'analisi della law film White&Case sono dovuti al minor flusso di operazioni e ai profitti in calo

0
37

Le dinamiche degli ultimi mesi hanno posto i gestori di NPL e i loro investitori di fronte ad un bivio: ritirarsi dal mercato e vendere a un concorrente più grande oppure consolidarsi e crescere attraverso acquisizioni. A riflettere sulla tendenza in corso in Europa è Dennis Heuer, esperto di finanza strutturale e partner dello studio legale internazionale White&Case. Chi sceglie di consolidarsi, lo fa anche tramite aggregazioni con sedi in altri Stati per aumentare il patrimonio gestito. Ne costituiscono alcuni esempi la società di gestione di servizi Intrum, che ha acquisito Haya, un’azienda spagnola specializzata nel settore immobiliare. Pollen Street, con sede a Londra, ha acquisito una quota di maggioranza del gestore di prestiti Finsolutia, con focus su Portogallo e Spagna. Ion Group invece è in fase di acquisizione di Prelios. Le entità che emergeranno dal consolidamento del settore saranno in buona posizione quando la redditività raggiungerà una soglia sufficientemente elevata.

Perché i gestori si consolidano

Negli ultimi dieci anni – evidenzia lo studio – il volume dei nuovi portafogli NPL immessi sul mercato è rallentato poiché le banche sono riuscite a gestire la propria esposizione ai crediti deteriorati. Secondo il rapporto di valutazione del rischio pubblicato dall’Autorità bancaria europea (EBA) nel dicembre 2023, la qualità degli attivi delle banche in Europa è rimasta relativamente stabile nel 2023. Il rapporto tra prestiti in sofferenza e totale prestiti è sceso al minimo storico dell’1,8% nel giugno 2023, secondo l’EBA.

I picchi dei tassi di interesse raggiunti nell’ultimo periodo non hanno innescato un’ondata di nuovi portafogli di NPL. L’EBA segnala inoltre che una quota relativamente elevata di prestiti bancari (9,1%) è stata classificata come “Stage 2” (prestiti in cui la qualità del credito è peggiorata rispetto al riconoscimento iniziale).

Cosa sta succedendo nel mercato

I gestori di NPL sono posti di fronte a nuove sfide in questo momento di incertezza geopolitica e di volatilità dei tassi di interesse. Il loro modello di business è fondato sull’espansione della redditività che si ottiene aumentando il volume delle attività in gestione e i flussi di commissioni dei contratti di servizio. In questo periodo di elevati tassi di interesse – sottolinea l’esperto – è ancora più cruciale ampliare il patrimonio gestito. I tassi elevati infatti, non hanno portato a un’impennata di volumi di NPL, ma hanno reso più difficile la gestione dei portafogli per i gestori di NPL.

L’inflazione, l’aumento del costo della vita e il calo dei livelli di fiducia dei consumatori hanno reso più difficile la riscossione dei pagamenti e la gestione del rischio nei portafogli NPL esistenti. I grandi operatori specializzati, che hanno le risorse per investire nell’analisi dei dati e nella tecnologia per ridurre i costi della gestione dei prestiti, sono in posizione migliore per affrontare le difficoltà che il mercato dei servicer deve affrontare. Lo slancio dietro gli accordi di gestione degli NPL sta crescendo anche grazie al fatto che diverse società di servizi sono state sostenute da società di private equity negli ultimi anni. Questi sponsor ora stanno cercando di realizzare i propri investimenti attraverso fusioni e acquisizioni. A spingere verso il consolidamento dei gestori di NPL sono anche normative e controlli sempre più rigorosi in materia di servizio del credito e di protezione dei dati.