Master e special servicer: la distinzione tra i due ruoli e cosa prevede la legge 130

La rubrica "Credit Management Industry" di Massimo Famularo

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L’agenzia di rating DBRS Morningstar ha pubblicato di recente una ricerca che analizza l’impatto potenziale di alcune recenti decisioni di tribunali italiani che considerano la distinzione tra attività di master servicing e attività di special servicing una violazione della legge italiana sulla cartolarizzazione, evidenziando le potenziali implicazioni per il mercato.

Cosa dice la legge

L’Italia, con un mercato segnato da un alto volume di prestiti non performanti (NPL), ha visto una crescente attenzione verso la gestione e la cartolarizzazione di tali asset. La normativa italiana, in particolare la legge n. 130 del 1999, fornisce il quadro per la securitizzazione degli NPL, delineando le responsabilità e le attività di enti specializzati quali i master servicer e gli special servicer.

Il master servicing si occupa della gestione amministrativa dei prestiti, mentre lo special servicing riguarda il recupero dei crediti in sofferenza, attraverso strategie sia giudiziarie che extragiudiziarie. Quest’ultima figura è al centro di recenti dibattiti legali, in quanto le sue attività toccano delicati equilibri tra efficacia del recupero crediti e rispetto delle normative vigenti.

Serve maggiore chiarezza

Recentemente, alcuni tribunali italiani hanno messo sotto esame la legittimità della delega di attività di recupero crediti a soggetti non bancari, sollevando questioni sulla corretta interpretazione delle normative e sulla necessità di una maggiore chiarezza legislativa. Queste sentenze hanno potenziale per influenzare significativamente le pratiche di mercato, richiedendo agli operatori una riflessione sulle modalità di gestione degli NPL.

Le implicazioni di queste tendenze legali sono ampie, potendo influenzare le valutazioni di credito, le strategie di securitizzazione e il mercato degli NPL nel suo complesso. La necessità di adeguarsi a un contesto normativo in evoluzione potrebbe richiedere agli special servicer un aggiornamento delle pratiche operative e una maggiore attenzione alla conformità legale.

Guardando al futuro, è probabile che il mercato italiano degli NPL continuerà a evolversi sotto l’influenza di fattori legali e normativi. La chiave per navigare con successo questo panorama in cambiamento sarà una maggiore collaborazione tra banche, servicer, regolatori e legislatori, al fine di garantire la trasparenza, l’efficienza e la stabilità del mercato degli NPL. Gli operatori del settore dovranno rimanere attenti alle novità legali e pronti ad adattarsi a nuove direttive e interpretazioni.